11 MAGGIO 2011 - RIASSUNTO della dott.ssa. DINA IANZANO dell'articolo del Dott.Minassian del 28.04.2011

Riceviamo e pubblichiamo: LA DEPLEZIONE DI PTG (NEI TOPI) RIMUOVE I CORPI LAFORA E SALVA DALL’EPILESSIA DI LAFORA



Il lavoro pubblicato recentemente dal gruppo canadese guidato dal Dr. Minassian descrive una serie di dati molto interessanti che aprono un piccolo spiraglio a quella che potrebbe essere la strada per una eventuale terapia per i pazienti affetti da Epilessia di Lafora. La motivazione che ha spinto il Dr. Minassian a tali esperimenti è dovuta al fatto che dai dati finora noti l’inattivazione della glicogeno sintasi (GS), la quale forma il glicogeno nelle nostre cellule, dovrebbe prevenire la formazione dei corpi Lafora e se questi causano la PME (l’epilessia mioclonica progressiva) ciò dovrebbe migliorare o curare l’epilessia. Per verificare tale ipotesi sono stati incrociati dei topi modificati geneticamente carenti della laforina (LKO) (una delle proteine coinvolte nell’Epilessia di Lafora) e quindi topi che mimano la patologia, con altri topi carenti invece di PTG (una proteina che attiva indirettamente la glicogeno sintasi) e che quindi hanno un’attività di GS più bassa. Questi incroci murini hanno permesso di creare un topo detto doppio knock-out (DKO) che manca di entrambe le protein in questione (laforina e PTG). Il passo successivo è stato quello di analizzare vari tessuti del topo LKO e DKO per vedere se vi erano variazioni e, per la prima volta, è stata notata in DKO rispetto a LKO una diminuzione nel numero dei corpi Lafora e la quasi completa risoluzione della neurodegenerazione e dell’epilessia mioclonica. La cosa sorprendente è stato notare la completa assenza di corpi Lafora nel muscolo scheletrico in DKO. In conclusione, con questo lavoro, è stato possibile correggere la patologia ed eliminare PME nell’epilessia di Lafora attraverso la deplezione genetica di una delle proteine che attivano GS. Sebbene ci siano ancora meccanismi poco chiari che necessitano di ulteriori approfondimenti e studi, l’identificazione di inibitori dell’interazione PTG con GS mediante un disegno logico o mediante l’uso di una piccola molecola potrebbe dar luogo ad un possibile trattamento per questa fatale patologia.

dott.ssa Dina Ianzano,
biologa- ricercatrice


NOTIZIE DALLA RICERCA 28 APRILE 2011

ARTICOLO SCIENTIFICO DEL PROF.MINASSIAN SULLA SUA RICERCA


Dalla Pubblicazione in Rete sulla rivista scientifica PLoS Genetics l'articolo qui in allegato (testo originale) con importanti novità.

NOTIZIE DALLA RICERCA 13 APRILE 2011

ARTICOLO SCIENTIFICO DEL PROF.MINASSIAN SULLA SUA RICERCA


Riceviamo dal Professor Minassian l'articolo qui in allegato (testo originale) dove dice lo stato della ricerca attuale con importanti novità.

Il testo tradotto sarà presto disponibile qui di seguito:

MAGGIO 2010 - DA PME2010 RELAZIONE dott.ssa. DINA IANZANO SU STATO DELLA RICERCA

Riceviamo e pubblichiamo:

Relazione su quanto è emerso sull'epilessia di Lafora dall'ultimo Simposio Internazionale sulle Epilessie Miocloniche Progressive, tenutosi dal 28 Apr-1 Mag 2010 a San Servolo (VE).


Come tante altre malattie genetiche, l'identificazione dei geni dell'epilessia di Lafora, sebbene abbia dato tante risposte sia ai ricercatori che alle famiglie, allo stesso tempo, ha fatto sorgere anche tante domande.
Grazie all'organizzazione del Simposio sulle PME (Epilessie Miocloniche Progressive) è stato possibile riunire tutti gli studiosi del mondo impegnati da anni nell'epilessia di Lafora per potersi confrontare sui progressi fatti negli ultimi anni e per poter dare insieme delle possibili risposte a ciò che ancora non si conosce.
Le principali novità che sono venute fuori da questo meeting, da un punto di vista di ricerca di base, cioè di ricerca dei meccanismi di base in cui sono coinvolte le due proteine note della malattia, laforina e malina, sono:
1) laforina è in grado di defosforilare il glicogeno per cui, in sua assenza, il glicogeno è iperfosforilato dando luogo alla formazioni dei corpi Lafora
2) laforina è coinvolta nel processo di sintesi e/o degradazione del glicogeno
3) malina ha il compito di eliminare proteine non più funzionanti nella cellula per cui, in sua assenza, c'è un'accumulo di aggregati proteici
4) è stato clonato un nuovo gene che potrebbe essere il terzo gene coinvolto nell'epilessia di Lafora. Ulteriori studi sono necessari per confermare questa ipotesi e procedere con lo studio funzionale del suo prodotto proteico.
Come si può vedere il quadro del meccanismo d'azione delle proteine laforina e malina è molto complesso e mancano ancora dei tasselli per completarlo. La laforina potrebbe avere funzioni diverse all'interno della cellula come pure la malina. Inoltre, l'aver trovato l'eventuale terzo gene potrebbe aiutare la comprensione dei meccanismi di base.
Una questione ancora aperta riguarda la formazione dei corpi Lafora, se la loro presenza causa l'epilessia o se, invece, l'accumulo di poliglucosani sono solo la conseguenza della malattia. Per concludere, nonostante i progressi fatti dagli studiosi sono ancora molte le domande che aspettano delle risposte e, comunque, strade di terapie alternative procedono parallelamente agli stusi molecolari e sono già al vaglio in alcuni laboratori.

dott.ssa Dina Ianzano,
biologa- ricercatrice


PME2010 - INCONTRO CON PROF.BERGE MINASSIAN

Il giorno 1 Maggio 2010 dalle ore 14,30 alle ore 15,30 nell'ambito del Simposio Internazionale sull'Epilessie Miocloniche Progressive, c'è stato un incontro con il Prof.Berge del Minassian Dipartimento di biologia genetica e genomica del "The Hospital for Sick Children" di Toronto, sull'isola di San Servolo (Venezia).


Qui la registrazione dell'incontro con la traduzione a cura della Dott.ssa Franceschetti dell'Istituto Neurologico "Carlo Besta di Milano".

NOTIZIE DALLA RICERCA

Dal sito canadese http://www.chelseahope.org sulla Malattia di Lafora Dicembre 2009


Nella pagina principale del sito è presente un resoconto sullo stato della ricerca del dott. Antonio V. Delgado Esqueta sull'uso della Gentamicina per bloccare la Malattia di Lafora. (qui il testo originale)
E' in partenza la sperimentazione su 7 ragazzi affetti da Malattia di Lafora.
Il testo tradotto è qui di seguito:

La Malattia di Lafora, chiamata anche Epilessia mioclono progressiva, è una malattia rara, progressiva, ed è una forma degenerativa di epilessia che colpisce normalmente i ragazzi tra i 9 e i 14 anni. I sintomi, con cui comincia nella tarda infanzia o adolescenza, diventano più gravi con l'andare del tempo, includono scosse, spasmi muscolari, difficoltà nel deambulare, demenza, che portano alla morte. E' incurabile.
Fino ad ora, non c'è nessuna terapia che si è dimostrata efficace contro la progressione della malattia. Le terapie di ieri sono paliative - trattano i sintomi e riducono gli attacchi, alcuni di questi possono essere controllati per un lungo periodo di tempo usando medicine antiepilettiche; i pazienti raramente sopravvivono oltre una o due decadi per gli effetti devastanti dovuti alla morte delle cellule nervose. Oggi, l'UCLA Institution Review Board (IRB) ha approvato la Gentamicina intravena (IV) come una medicina "read through" per correggere le mutazioni nonsense. Il prossimo passo sarà l'approvazione per la terapia genica, che ha dimostrato di trattare con successo la malattia nei topi.
Dal momento che la Lafora è estremamente rara, è stata classificata come malattia "orfana", il che significa che la ricerca riceve fondi in maniera molto limitata. Il Chelsea's Hope: Lafora Children Research Fund è stato creato dai familiari di quei ragazzi con la diagnosi di questa malattia scioccati nel non trovare alcun posto dove chiedere aiuto. Con l'aiuto di un amico hanno creato un sito web con l'obbiettivo di riempire questo vuoto e far incontrare i familiari e gli amici dei ragazzi affetti dalla malattia. Un altro risultato è una comunita che si impegna a raccogliere fondi per supportare la ricerca di Dr. Antonio Delgado-Esqueta, un esperto nella malattia di Lafora. Chelsea's Hope ha sottosrcitto con Dr. Delgado-Esqueta il perseguimento della ricerca di una cura definitiva.

Utilizzo dei fondi fino ad oggi
Dr.Delgado-Esqueta e' un neurologo al David Geffen School of medicine alla UCLA, da più di 20 anni, ha dedicato la sua vita alla ricerca sulla malattia di Lafora e all'assistenza dei pazienti. Fino dal marzo 2008, Chelsea's Hope ha donato 170.000 $, con i quali il Dr.Delgado-Esqueta e il suo team di ricercatori internazionali ha potuto fare significativi progressi nella ricerca di una cura.

Finanziamenti Pubblici e privati per la ricerca
Dr.Delgado-Esqueta ha acquistato una macchina EEG per studiare la malattia di Lafora sui campioni di topi. Il suo team ha monitorato ed esaminato le reazioni al trattamento. Il National Institute of Health (NIH) ha finanziato gli studi sulla somministrazione IV della Gentamicina nei topi di Lafora, mentre un R01 finanzia i continui studi sulla terapia genica su questi topi. Il Gene è stato rimpiazzato con successo riducendo i corpi di Lafora quando è stato somministrato nei topi gravidi, dopo la nascita, e a 4-12 settimane - una significante svolta. Nel 2009, come risultato di questa scoperta, Dr.Delgado-Esqueta ha lavorato con la UCLA IRB per l'approvazione dell'uso della Gentamicina IV nel trattamento della Malattia di Lafora negli esseri umani. Un team di ricercatori e specialisti in diverse discipline è in posto per formare un comitato di supervisione affinchè il protocollo medico sia sicuro e completo.

Aggiornamento Chelsea's Hope: Lafora Children Research Fund ha donato fondi per l'acquisto dell'EEG, utilizzati per individuare le anomalie connesse all'attività elettrica del cervello e di supporto nello studio dei topi usati nella ricerca. Fondi sono ora necessari per coprire i costi della Gentamicina e antibiotici per il trattamento nei pazienti, per contribuire alle spese ospedaliere e ambulatoriali, per i macchinari di ricerca, infermieri, tecnici, spese di laboratorio necessarie per l'amministrazione dell' IV Gentamicina.
A partire da Dicembre 2009, sette ragazzi con la malattia di Lafora stanno aspettando per la sperimentazione della IV Gentamicina. Sono richiesti approssimativamente 30.000 $ per ogni paziente per essere ammessi alla UCLA per questo trattamento salvavita, per un periodo di 10-12 giorni. Correggendo le mutazioni nonsense, IV Gentamicina non soltanto salverà la vita di questi pazienti, ma anche aiuterà a correggere le strutture alterate del cervello. In aggiunta ai finanziamenti NIH e ROI, The PACE Foundation, una fondazione privata, ha accettato di sostenere il trattamento IV Gentamicina proposto dal Dr.Delgado-Esqueta che ha inoltre richiesto fondi per il 2010 per la sperimentazione del farmaco.

Impatto della Ricerca su Altre Malattie Genetiche
Il sostegno dei privati è fondamentale per questi pazienti, in quanto i risultati delle domande di sovvenzione NIH per il 2010 richiedono molto tempo - e il tempo è qualcosa che i nostri pazienti semplicemente non hanno; inoltre, i fondi NIH non possono coprire tutti i relativi costi.
La tua offerta al fondo Chelsea's Hope: Lafora Children Research aiuta il Dr.Delgado-Esqueta e il suo team di ricercatori e clinici al UCLA a far partire la terapia con IV Gentamicina. Lo aiuta per i prossimi passi cruciali nella ricerca della terapia genica per questi ragazzi. Nel 2010, il tuo sostegno farà di più che migliorare la qualità della vita di innumerevoli giovani afflitti da questa terribile malattia. Mentre la Lafora è una malattia "orfana", i risultati del protocollo del Dr.Delgado-Esqueta potrebbero fornire significanti risultati per accelerare la ricerca in altre malattie degenerativce del cervello come l'Alzaimer, il Parkinson, e le epilessie genetiche associate, che affliggono milioni di persone nel modo.

dott. Antonio V. DELGADO-ESQUETA,
MD David Geffen School of Medicine at UCLA - Los Angeles

A CHE PUNTO E' LA RICERCA

Prendendo spunto da una lettera del Dott.Minassiam in risposta ai genitori di un ragazzo facciamo il punto sulla ricerca scientifica al 5 Settembre 2007



MERCOLEDI',SETTEMBRE 5, 2007 12:21 PM, CDT
Ciao Matt e amici,
Sono la persona nel cui laboratorio sono stati scoperti i due geni responsabili della Malattia di Lafora. Il padre di Matt mi ha chiesto di scrivere alcune note per informare sullo stato della ricerca su questa malattia.
Noi essenzialmente respiriamo, dormiamo, sognamo e incessantemente lavoriamo sulla malattia. La nostra speranza è capirla pienamente in modo da trovare una cura. Il mio personale sogno è questo:La prossima volta che un Matt o una Jessica o una Amanda viene portata da un neurologo, e la diagnosi è Malattia di Lafora, il medico dovrà semplicemente fare una ricetta e dire: Tu hai la Malattia di Lafora, prendi queste medicine e tutto andrà a posto.
Basandoci sui geni, abbiamo trovato le proteine intaccate da questa malattia ed ora stiamo cercando attentamente tutte quelle proteine che interagiscono per ricostruire passo dopo passo il percorso biochimico disturbato. Siamo certi che arrivando a questo risultato sarà possibile arrivare alla cura.
I pazienti che soffrono di questa malattia producono i corpi di Lafora nelle cellule del loro cervello e questi causano una terribile Epilessia. Parallelamente a questa ricerca sulla formazione dei corpi di lafora, stiamo conducendo alcune analisi atte a trovare il metodo per rimuovere tali corpi dal cervello in modo tale da far tornare il paziente ad una vita normale. Sappiamo che l'amilase, l'enzima presente nella saliva che inizia il processo digestivo, può digerire anche i corpi di Lafora. Stiamo lavorando per trovare il metodo con cui introdurre l'amilase nei neuroni per sciogliere i corpi di Lafora e guarire i nostri pazienti.
Gli ostacoli sono tanti quanto il lavoro, ma altrettanto è il nostro impegno. La malattia è rara ed è veramente difficile trovare fondi governativi da destinare alla ricerca, quindi contiamo sul tuo aiuto.


dott. Berge Minassian,
MD The Hospital for Sick Children - Toronto



WEDNESDAY, SEPTEMBER 05, 2007 12:21 PM, CDT
Hello Matt and friends,
I am the person in whose lab the two Lafora disease genes were discovered. Matt's dad asked me to write a note here to make you aware of our research in this disease.
We essentially breathe, sleep, dream and ceaselessly work on this disease. Our hope is to understand it so fully that we can come up with a treatment. My personal dream is this: Next time a Matt or a Jessica or an Amanda is brought to a neurologist, and the diagnosis of Lafora is made, the doctor would simply write a prescription and say: you have Lafora, take this, all will be alright.
Based on the genes, we have found the proteins disturbed in this disease and we are now painstakingly finding all the interacting proteins and step by step reconstructing the biochemical pathway that is disturbed. We are certain that with understanding will come insights into the cure.
Lafora patients form Lafora bodies in their brain cells, which cause the horrible epilepsy these patients suffer from. In parallel to unraveling the disease processes that lead to Lafora body formation, we we are designing a method to remove them from the brain, and return the patient to normalcy. We know that amylase, the starch-digesting enzyme in saliva, can digest Lafora bodies. We are working on a method to introduce amylase into neurons to melt the Lafora bodies away and cure our patients.
The hurdles are many and the work is large, but so is our commitment. The disease is rare, and hard to find government funding for. We therefore count on you.


dott. Berge Minassian,
MD The Hospital for Sick Children - Toronto


INCONTRO IN FRANCIA

Malattia di Lafora e ricerca scientifica dal 9 al 13 Maggio 2007


Qui sotto il link alla pagina originale descrittiva dell'incontro avvenuto dal 9 al 13 Maggio 2007 in Dordogne organizzato dall'Associazione Francese "France Lafora" dove erano presenti i massimi ricercatori mondiali.

LA RECHERCHE

Qui di seguito la traduzione di detta pagina.
---"Un laboratorio di lavoro internazionale sulla malattia di Unverricht-Lundborg e la malattia di Lafora ha avuto luogo a Sarlat, in Dordogna, dal 9 al 13 maggio 2007 grazie all'impegno del Dr.Pierre Genton e dell'associazione AMARMYUL (associazione di malati colpiti della malattia di Unverricht-Lundborg). Questo evento ha permesso agli scienziati del mondo intero di ritrovarsi e di fare il punto sull'avanzamento dei lavori e su progetti futuri. È chiaro che immensi progressi sono stati fatti. Se la genetica non ha ancora completamente rilasciato tutti i suoi segreti, resta almeno un gene ad identificare, delle speranze di trattamento si profilano per il futuro grazie ai lavori sulla terapia genica. Gli scienziati hanno sottolineato chiaramente l'importanza che le associazioni di malati hanno per informare i malat e le loro famiglie. Di seguito una piccola sintesi di ciò che si è detto in questo simposio : La mattina è stata dedicata all'assemblea generale dell'AMARMYUL e ad un scambio di esperienze tra le due associazioni AMARMYUL e France Lafora. Appare chiaramente che se ci sono più di malati di MUL che Lafora, è anche vero che France Lafora è più dinamica. L'intervento di FL ha permesso, particolarmente, ai membri e simpatizzanti dell'AMARMYUL di rendersi conto che è possibile fare molte piccole cose per raccogliere fondi per finanziare la ricerca e diventare così attori di questa ricerca stessa. Nel pomeriggio gli scienziati presenti hanno potuto fare il punto sull'avanzamento delle ricerche in corso delle due malattie. Di seguito ciò che è stato detto circa la malattia di Lafora : È stata presa la decisione di creare un base dati internazionali accessibile a tutti riguardante il gene, e la mutazione ( http://projects.tcag.ca/lafora) Bisogna precisare che ciò non era stato possibile fin'ora perché non c'era nessuno trattamento disponibile. Adesso è possibile parlarne perché è probabile che, in un futuro molto vicino, un trattamento sia messo a punto, ma per fare questo gli scenziati avranno bisogno delle associazioni. La ML è classificata nelle malattie di stoccaggio di glycogène. I gruppi di ricerca non sono tutti d'accordo: un gruppo pensa che si tratti di accumulo di glycogène, un altro gruppo pensa che si tratti di amylo-pectina. Un ultimo gruppo pensa sia qualcos'altro che spiega la distruzione delle cellule. L'impegno futuro consiste nel sapere quale di queste ipotesi è esatta. Un gruppo a Madrid ha bisogno di esaminare parecchi malati. Un altro gruppo ha lavorato sui topi. Su questi topi, ha isolato i corpi di Lafora per vedere se si trattasse di glycogène o di amylo-pectina. Questo tipo di lavoro ora bisogna farlo sull'uomo. Per ciò, bisognerebbe potere disporre di organi prelevati da corpi di pazienti deceduti. Fino ad ora il Pr. Delgado Escueta non ha avuto mai il coraggio di chiedere alle famiglie di poter procedere al prelevamento di organi, ma adesso si sente più forte per poterlo chiedere. A Los-Angelès, Il Dr Cornwall sta mettendo a punto una terapia genica sui topi. Si constata che l'accumulo dei corpi di Lafora è inferiore nei topi che sono stati trattati da terapia genica. Nell'anno che viene bisognerà fare questo lavoro sulle scimmie per provare la tossicità dei prodotti messi a punto. Si può pensare che per le prime prove sull'uomo ci vorranno ancora 2 a 3 anni. E' possibile parlarne solo ora alle famiglie perchè prima non c'era nessuna speranza concreta. France Lafora dispone di un video DVD della conferenza. Se desiderate ottenerlo, contattate l'associazione francese http:\\www.lafora.org ."---

Président : Etienne HAMEAU (LAVAL)
France Lafora


A CHE PUNTO E' LA RICERCA

Epilessia di Lafora e ricerca scientifica al 18 Aprile 2007


L'epilessia di Lafora fa parte di un gruppo di epilessie miocloniche progressive. La malattia si manifesta durante la tarda infanzia e l'adolescenza ed è caratterizzata da convulsioni e spasmi mioclonici. Le funzioni cerebrali peggiorano successivamente e i pazienti diventano totalmente dipendenti. La malattia si trasmette come carattere autosomico recessivo. La causa è un accumulo anomalo di poliglucosani (zuccheri) acido-Schiff-positivi nel cervello e in altri organi (cuore, fegato, pelle, ecc.), che esita in morte neuronale. In circa l' 88% dei casi, la malattia di Lafora è associata a una mutazione nel gene EPM2A, che codifica per una proteina tirosina fosfatasi, e NHLRC1, anche detto EPM2B, che codifica per una ligasi ubiquitina E3 putativa. C'è un piccolo gruppo di pazienti che non presentano mutazioni né nel gene EPM2A né in quello EPM2B. Questo ci indica che c'è ancora un altro gene da scoprire che causa la malattia in circa il 12% dei pazienti. Questa patologia è molto rara e trovare pazienti che rientrano nel sottogruppo del 12% che ci permettano l'identificazione del terzo gene diventa ancora più complicato. Riguardo ai due geni noti si sta studiando la funzione delle proteine laforina e malina codificate rispettivamente da EPM2A e EPM2B. Finora gli studi effettutati hanno portato all'individuazione di proteine interagenti con laforina che aiutano a chiarire il possibile ruolo della proteina nei complessi meccanismi cellulari. Per esempio è stato trovato che laforina interagisce con la proteina R5 che è direttamente coinvolta con la glicogeno sintetasi che ha il compito di conservare lo zucchero in eccesso all'interno delle nostre cellule sotto forma di glicogeno (catene di zucchero ben organizzati). Questo risultato ci ha dato la prima connessione fra l'accumulo di poliglucosani (zuccheri impropriamente ramificati) presenti nei pazienti Lafora e la funzione della proteina coinvolta nella patologia. Molte sono le linee di ricerca attualmente in corso, dalla ricerca del nuovo gene alla comprensione dei processi metabolici in cui laforina e malina sono coinvolte. Anche l'analisi di modelli murini è al centro degli studi dei gruppi di ricerca. I modelli murini sono importantissimi sia per elucidare la funzione dei vari geni sia per essere utilizzati in futuro come tests per eventuali terapie. Da diversi studi si presuppone che EPM2A ed EPM2B agiscano insieme nel proteggere i neuroni dall'accumulo di poliglucosani. Attualmente non è purtroppo disponibile un trattamento specifico per questa malattia ma sicuramente affidandosi alla ricerca si potrà meglio capire i fattori che regolano le funzioni cellulari danneggiate nei pazienti Lafora e trovare una terapia adatta. Purtroppo i tempi della ricerca sono lunghi anche perché poco si fa per le malattie rare che riguardano pochi individui poiché le industrie farmaceutiche non sono interessate a finanziare studi per 'pochi', questo però non ci deve scoraggiare ma anzi spronare visto che i 'pochi' contano solo su di noi.

dott.ssa Dina Ianzano
Biologa-Ricercatrice