MALATTIA O EPILESSIA DI LAFORA - SCHEDA MEDICA

Nome Inglese: Lafora Disease

Che cos’à la malattia di Lafora: E’ una malattia neurologica progressiva caratterizzata da crisi epilettiche, mioclono, sintomi cerebellari e deterioramento psichico.

Come si manifesta: L’esordio si verifica durante l’adolescenza, con crisi generalizzate tonico-cloniche o clono-tonico-cloniche, mioclonie a riposo e durante l’attività, mioclono negativo e crisi occipitali focali associate ad amaurosi transitoria. Il decorso à caratterizzato da un significativo e rapido deterioramento cognitivo, i cui sintomi primari possono precedere le anomalie motorie, e dal progressivo aumento di intensità delle convulsioni e delle mioclonie.

Le cause: La malattia di Lafora à dovuta ad alterazioni che colpiscono uno dei due geni noti situati entrambi sul cromosoma 6 chiamati EPM2A (scoperto nel 1998) ed EPM2B (o NHLRC1 scoperto nel 2003) e che causano un cattivo funzionamento nelle proteine da loro prodotte, rispettivamente laforina e malina. La funzione di queste proteine non à ancora ben chiara, sebbene si pensi che siano coinvolte nel metabolismo del glicogeno dal momento che la loro mancanza provoca L’accumulo di zuccheri in vari tessuti dell’organismo. Un gruppo ristretto di pazienti non presenta variazioni in questi due geni per cui probabilmente c’à almeno un altro gene coinvolto nella malattia.

Come si trasmette: La malattia si trasmette geneticamente con una modalità chiamata autosomica recessiva. In altre parole, un individuo presenta i sintomi della malattia solo se possiede un’alterazione in entrambe le copie del gene (ad eccezione dei cromosomi sessuali, ognuno di noi possiede 2 copie di ogni cromosoma - una materna e una paterna, e quindi 2 copie di ogni gene). Chi invece ha una copia del gene normale e una alterata à un portatore sano, e generalmente non presenta alcun sintomo. Quindi un bambino malato può nascere solo se riceve una copia difettosa del gene da ciascuno dei genitori, entrambi portatori sani dell’alterazione genetica. Una coppia di portatori sani avrà il 25% di possibilità, ad ogni gravidanza, di concepire un figlio o una figlia malati, il 50% di possibilità di avere un figlio o una figlia portatori sani, il 25% di avere un figlio o una figlia sani e non portatori.

La diagnosi: La diagnosi di Malattia di Lafora può essere ipotizzata in base ai precedenti familiari, l’età d’esordio, le modalità caratteristiche di presentazione dei sintomi, il rapido deterioramento della funzione cognitiva e le significative peculiarità dell’elettroencefalogramma (EEG). La diagnosi può essere facilmente confermata sulla biopsia cutanea della regione ascellare, che evidenzia la presenza di corpi di Lafora (accumuli di poliglucosani) nelle cellule dei dotti sudoripari. Il test genetico è molto utile dal punto di vista diagnostico dal momento che mutazioni nei geni EPM2A e EPM2B si riscontrano in più del 90% dei casi.

Esiste una terapia: Non esiste allo stato attuale una terapia in grado di arrestare o rallentare la progressione della malattie. Tuttavia à possibile limitare la sintomatologia epilettica con farmaci antiepilettici e antimioclonici. Il supporto psicologico e sociale à di fondamentale importanza.

Ricerca: Attualmente vi à un fiorire di ricerche per meglio comprendere la malattia di Lafora. Una parte degli studi si concentrano sulla genetica dal momento che c’à almeno un altro gene non ancora identificato che contribuisce alla malattia. Inoltre, alcuni gruppi stanno cercando di capire la funzione di laforina e malina e la loro relazione con il metabolismo degli zuccheri e delle manifestazioni cliniche. Infine, studi di terapia genica sono anche in corso per cercare di sostituire, in un modello di malattia murino, il gene malato con quello sano.

Bibliografia:
- Chan EM, Young EJ, Ianzano L, Munteanu I, Zhao X, Christopoulos CC, Avanzini G, Elia M, Ackerley CA, Jovic NJ, Bohlega S, Andermann E, Rouleau GA, Delgado-Escueta AV, Minassian BA and Scherer SW. Mutations in NHLRC1 cause progressive myoclonus epilepsy. Nat. Gen. 35(2): 125-7, 2003.

- Minassian BA, Lee JR, Herbrick JA, Huizenga J, Soder S, Mungall AJ, Dunham I, Gardner R, Fong CY, Carpenter S, Jardim L, Satishchandra P, Andermann E, Snead OC 3rd, Lopes-Cendes I, Tsui LC, Delgado-Escueta AV, Rouleau GA, Scherer SW. Mutations in a gene encoding a novel protein tyrosine phosphatase cause progressive myoclonus epilepsy.Nat Genet. 1998 Oct;20(2):171-4.

- Serratosa JM, Gomez-Garre P, Gallardo ME, Anta B, de Bernabe DB, Lindhout D, Augustijn PB, Tassinari CA, Malafosse RM, Topcu M, Grid D, Dravet C, Berkovic SF, de Cordoba SR. A novel protein tyrosine phosphatase gene is mutated in progressive myoclonus epilepsy of the Lafora type (EPM2). Hum Mol Genet. 1999 Feb;8(2):345-52.

Centri Clinici:

- Dr. Roberto Michelucci, U.O. Neurologia, Dipartimento di Neuroscienze, Ospedale Bellaria, Via Altura 3, 40139 Bologna. Tel. 051/6225 738-9
- Dr.ssa Silvana Franceschetti, Dipartimento di Neurofisiologia, Istituto Neurologico "C. Besta", Via Celoria 11, 20133 Milano. Tel.02-23942 250-3

Laboratori per la diagnosi genetica:

- Dr.ssa Elena Gennaro, Laboratorio di Genetica, E.O. Ospedali Galliera, Via Volta 10, 16128 Genova. Tel. 010-5634382
- Prof. Antonio Gambardella, Clinica Neurologica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Via Tommaso Campanella, 88100 Catanzaro. Tel. 0961-3647 270-018